lunedì 29 settembre 2025

DI CASTELLO IN CASTELLO: ALBERI TRA CIELO E TERRA

 




Gli alberi e la natura sono argomenti che sensibilizzano profondamente le persone perché il “Verde” fa bene. Infatti, stare in mezzo alla natura riduce stress e ansia.

Camminare in un bosco, respirando profondamente e rallentando i ritmi, annusando i suoi odori, ascoltando i suoi rumori ha un notevole effetto rilassante, perché il bosco è un luogo magico che risveglia i sensi. E poi fermarsi ad abbracciare gli alberi e abbandonarsi accogliendo tutta l’energia positiva che emanano è un gesto potente che fa bene al corpo e alla mente.

Insomma la natura è essenziale per il nostro benessere e soprattutto per la nostra salute. Salvaguardare e amare la natura è come curare e amare noi stessi.

Dopo il riscontro positivo della mostra “Alberi tra Cielo e Terra” del giugno 2024 nel Castello di Ragogna, il racconto creativo Di Castello in Castello: Alberi tra Cielo e Terra è proseguito nel Castello di Artegna, con le opere di Antonella Ongaro, Maria Grazia Renier, Antonella Oliana e Michela Sbuelz, stili artistici diversi in un percorso di sensibilità comune verso “Madre Natura”.



Castello Savorgnan- Artegna





                                                    O  P  E  R  E 


L'Albero dei pensieri

L’Albero dei pensieri è un’opera collettiva che racconta emozioni di  persone in visita alla mostra. Scrivi il tuo desiderio o sogno sulla foglia di carta e la leghi ai rami, l’albero diventa così custode e ispiratore dei tuoi pensieri a chi li leggerà dopo di te. 
















                     Antonella Ongaro



"Alberi: saggezza e coraggio"

Pensa che in un albero c’è un violino d’amore. 
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita (Alda Merini)

Ho sempre amato gli alberi, abbraccio questi giganti per caricarmi della loro energia che mi calma lo spirito e mi riempie l’anima.  

La versione degli alberi” il romanzo di Stefano Mancuso è un’avventura ecologica che riguarda il destino del nostro pianeta e mi ha ispirato queste opere.

Il libro racconta il mondo verde di Edrevia, qui gli alberi divisi in clan, tra monti e colline, pianure e valli, parlano e si scambiano informazioni attraverso le radici, discutono, si amano, organizzano feste, scrivono libri e si commuovono davanti ai tramonti. È una società in pace e millenaria. Da un po’ di tempo, però, Edrevia è in pericolo, minacciata dalla crisi climatica che rischia di distruggere il pianeta. E così stanchi di aspettare che gli umani, da loro chiamati “gli esseri dannosi”, decidano di porvi rimedio ai danni causati da loro stessi, i tre coraggiosi alberi Laurin, Lisetta e Pino decidono di lasciare Edrevia alla ricerca di nuove terre e soluzioni per salvare la loro casa. Sarà un viaggio avventuroso, pieno di incontri e imprevisti, scopriranno nuove comunità di alberi e nuovi modelli di vita, altre specie vegetali, nasceranno nuove amicizie che parlano lingue diverse. Insomma abbracceranno il diverso.

Sospesi tra fantasia e realtà, la storia di Lisetta, Laurin e Piero ci invita a riflettere sul destino del nostro pianeta, sull’importanza e sofferenza della natura e sull’urgenza di salvaguardarla.

































                                        Antonella Oliana















                                         Michela Sbuelz



“Semi: embrioni d’alberi”

Terminati gli studi presso l’Istituto d’Arte “Sello” di Udine, si laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona.
Inizia la sua attività pittorica nel 1987, partecipando alla Biennale Giovani dei Paesi Mediterranei a Salonicco (GRC). Numerose le mostre personali e collettive nazionali e internazionali.
Attratta da linguaggi espressivi diversi sperimenta grafica, disegno, incisione, murales e restauro architettonico, realizzando spesso opere su commissione.
Attualmente spazia tra pittura, scultura lignea e installazioni.
Dal padre Vittorio ha appreso l’amore per il legno, che cura con la foglia d’oro come nell’antica tecnica giapponese del Kintsugi.
Le sue opere riflettono la sacralità della vita: un equilibrio tra materia e spirito, di delicatezza e profondità che Michela cerca nel suo fare artistico, traendone da sempre nutrimento e cura.








                                     Maria Grazia Renier












domenica 31 agosto 2025

QUATTRO GIORNI A PARIGI TRA ARTE, STORIA E CHARME

 




1° giorno

Anche dopo averla visitata più volte, ma si sa, non si è mai sazi del fascino della Ville Lumiere, ci sono ritornata per la mostra di Mark Rothko. Una mostra che non potevo perdere dato che adoro Rothko.

Quattro giorni intensi con un'amica nei quali ci siamo mosse quasi esclusivamente a piedi, perché Parigi è perfetta per visitarla a piedi e poi io adoro camminare.

Abbiamo pernottato in un piccolo e delizioso hotel vicino all’Arc de Triomphe.

Come primo itinerario Arc de Triomphe-Montmartre.


Arc de Triomphe

Dalla terrazza dell'Arc de Triomphe


Dopo aver ammirato il panorama dalla terrazza del maestoso Arco ci dirigiamo verso Montmartre. Tra metrò e camminata finalmente arriviamo nel quartiere dei “pittori”, purtroppo è diventato molto commerciale, in certe zone ricorda un grande baraccone dove vendono souvenir e altri prodotti per la maggior parte made in China.


Basilica Sacro Cuore 


Place du Tertre


Sono poche le botteghe artigianali di un tempo. Anche la famosa Place du Tertre, pur mantenendo il suo fascino romantico, è diventata troppo turistica attirando pittori di scarsa qualità. Vicino alla piazzetta ci attrae un angolo di pace in mezzo alla folla, è la Chiesa St Pierre de Montmarte tra le più antiche di Parigi, molto amata dai parigini e poco visitata dai turisti.


Chiesa St Pierre de Montmarte



Montmartre














Per catturare l’anima autentica di Montmartre ci addentriamo nei vicoli, lontani dal turismo di massa, e qui troviamo, case colorate, giardini e vigne che ricordano un antico villaggio. Ci fermiamo alla Biscuiterie de Montmartre per acquistare i famosi biscotti francesi serviti come fossero gioielli preziosi.





Proseguendo la camminata arriviamo alla "La Petite Maison Rose de Montmartre”, la Casa Rosa è un luogo storico di Montmartre, famosa agli inizi del XX secolo per essere stata un luogo di ritrovo degli artisti dell’epoca. Ora ospita un ristorante.


Scale a Montmartre

Lasciamo Montmartre scendendo per le celeberrime scale con i vecchi lampioni e i corrimano di ghisa che regalano atmosfere e scorci incredibili.

Arriviamo a Pigalle un tempo quartiere a luci rosse, era luogo di trasgressione e criminalità. Suo emblema famoso è il Moulin Rouge. Pigalle era ritrovo, ispirazione e abitazione degli artisti della Belle Epoque e del periodo Bohèmien.


Pigalle


Prendiamo la metrò e ci dirigiamo verso il Quartiere Latino. Qui ha sede l’Università La Sorbona. Passeggiare in queste vie è un vero piacere, ci troviamo avvolte dalla vivacità culturale e dal fascino bohemien. Finalmente ci riposiamo in uno dei suoi numerosi bistrot gustando un'ottima Soupe à l'oignon.

Proseguiamo sul lungo Senna, purtroppo la Cattedrale Notre Dame è ancora ingabbiata e in fase di restauro dopo il grave incendio.


Quartiere Latino





Lungo Senna

Si è fatta oramai sera e quindi andiamo a cena da Chartier, storico ristorante dove vale la pena andarci per visitare il locale dall’ atmosfera Art Nouveau che ti riporta nella Parigi della Belle Époque.

 

Chartier

2° giorno

Di buona mattina con la navetta ci rechiamo al Bois de Boulogne uno dei più grandi e frequentati parchi di Parigi, in passato era riserva di caccia dei Re di Francia. Qui immersa nel bosco si trova la Fondation Louis Vuitton, un museo dedicato all’arte contemporanea, dall’architettura iconica e avveniristica che richiama la forma di un veliero.


Fondation Louis Vuitton

Siamo qui per visitare la mostra di Mark Rothko, che con 115 opere è tra le più grandi retrospettive mai dedicate al pittore. Nelle grandi sale sono esposti i meravigliosi capolavori dai primi dipinti figurativi fino ai suoi dipinti più famosi: i grandi astratti dai colori evanescenti e sfumati che evocano una forte spiritualità, sono opere mistiche e dalla forte energia che ti trasportano in un viaggio introspettivo.


Mark Rothko


Mark Rothko




Dopo la visita alla mostra, andiamo al Trocadero iconica prospettiva per le foto.



Pont Alexandre III

Raggiungiamo la Torre Eiffel e dopo qualche foto di rito, costeggiando il lungo Senna e percorrendo il Pont Alexandre arriviamo sulla Rive Droite, passiamo per Faubourg Saint Honoré con le sue celebri boutique per arrivare in Boulevard Haussmann alle  Galeries Lafayette che meritano sempre una visita. Facciamo una pausa in uno dei bar delle Gallerie. E all’ultimo piano, dalla terrazza ci godiamo uno splendido panorama sulla città.


Dalla terrazza delle Galeries Lafayette







Lasciamo le Galeries Lafayette e raggiungiamo la storica Place Vendome, una delle piazze più prestigiose ed eleganti di Parigi, circondata da gioiellerie e alberghi fantastici che ci fanno un po’ sognare.


Place Vendome

A cena andiamo nel quartiere Passy alla scoperta del ristorante italiano Settebello. Locale molto delizioso, piccolo e accogliente, con ottima cucina italiana raffinata e rivisitata con creatività e innovazione, realizzata con prodotti importati direttamente dall’Italia. Se siete a Parigi lo consiglio vivamente.


3° giorno

Oggi Museo d’Orsay, che, è sempre un’esperienza coinvolgente ritornarci. Era una vecchia stazione dei treni, ristrutturata nel 1977. Ora è il tempio dell’impressionismo e non solo. All’interno la splendida navata centrale ci accoglie e in questo paradiso dell’arte ci immergiamo nel mondo dei grandi Maestri. E’ un percorso multidisciplinare tra pittura, scultura, arti decorative, architettura e fotografia. Al quinto piano, nella sala principale c’è il grande orologio che un tempo faceva parte della Stazione ferroviaria Gare d’Orsay.


Museo d’Orsay





Scorci dal Museo d'Orsay



Suggestivi, inoltre, gli scorci di Parigi che si ammirano dalle grandi finestre del Museo.

Prima di uscire ci fermiamo al Cafè de la Gare per una piacevole pausa gourmet.

Siamo nel quartiere Saint Germain des Prés, molto elegante e tranquillo, tra caffè storici, gallerie d’arte e di antiquariato, librerie e negozietti originali, qui sembra che il tempo si sia quasi fermato.


Palazzi Haussmann


Passiamo davanti al Louvre e ci dirigiamo verso il Marais. Arriviamo nella bella e antica piazza Place des Vosges. Sotto i suoi bellissimi portici, oltre a eleganti negozi, c’è la casa-museo in cui visse Victor Hugo. Ci godiamo in tranquillità il giardino della piazza ammirando la bellezza dei suoi palazzi con meravigliosi tetti di ardesia e incantevoli abbaini. L’impressione è di essere sospesi tra storia e magia.


Place des Vosges

Lasciamo Place des Vosges e continuiamo a girovagare nel Marais lasciandoci ispirare dai tanti negozietti particolari, entriamo in uno di questi, La Mouette Rieuse al 17bis di Rue Pavée e scopriamo un piccolo luogo delle meraviglie, oltre ai libri, carte originali, idee regalo e molto altro, all’estremità del negozio c’è anche un delizioso caffè con un piccolo patio con roseto, è un meraviglioso invito al relax con un buon frullato di frutta e verdura. Il Marais in passato era una palude oggi è un quartiere dove passato e presente si mescola con grande fascino.

Proseguendo arriviamo nel Beaubourg, quartiere molto alternativo che ospita il Centro Pompidou, museo di arte moderna e contemporanea dalla struttura originalissima. Vicino al museo, nella piazza Igor Stravinsky c'è la stravagante Fontaine des automates dove originali sculture si muovono grazie ai getti d’acqua.

 

Centro Pompidou


Fontaine des automates


4° giorno

Oggi, ultimo giorno di vacanza nella Ville Lumiere, abbiamo programmato un’ultima passeggiata sugli Champs Élysées e nelle vie adiacenti, la partenza è nel pomeriggio e quindi la mattina la dedichiamo agli acquisti dell’ultimo minuto, soprattutto gastronomici. Pausa pranzo in un bistrot dove ci lasciamo cullare un’ultima volta dall’atmosfera Parigina.

Salutiamo Parigi e ce ne torniamo a casa con gli occhi e il cuore colmi di bellezza, stanchissime ma cariche perché Parigi è sempre Parigi. 




Alberi tra cielo e terra

“Alberi tra cielo e terra” è una mostra itinerante tra Castelli e Palazzi storici del Friuli. Nel giugno 2024 la prima esposizione si è s...