“Alberi tra cielo e terra” è una mostra itinerante tra
Castelli e Palazzi storici del Friuli.
Nel giugno 2024 la prima esposizione si è svolta nel
Castello di Ragogna, la seconda a settembre 2025 nel Castello di Artegna e la
terza ad aprile/maggio 2026 nel Palazzo Frangipane di Tarcento.
“Alberi tra cielo e terra” è un racconto delle artiste
Antonella Ongaro, Michela Sbuelz, Antonella Oliana e Maria Grazia Renier che,
con stili artistici diversi, sviluppano il concetto di Armonia Universale tra
cielo, terra, uomo, natura e animali. Questo concetto è stato incarnato negli
alberi come un ponte tra il cielo e la terra, un modello di equilibrio
ecologico e spirituale.
Le opere invitano a riflettere sugli studi di Gustavo Adolfo Rol, Barbara Ann Brennan e Stefano Mancuso, tutti sostenitori della necessità che prendersi cura della natura non sia solo un atto altruistico, ma una necessità vitale per la sopravvivenza umana.
Vernissagge alla presenza dell'assessora alla Cultura del Comune di Tarcento Silvia Fina, della professoressa Daniela Zanella che ha curato la critica, del poeta "Varco" Mario Bodini che per l'occasione ha scritto e letto due suoi componimenti e del dott. Andrea Maroè agronomo, arboricoltore, studioso e divulgatore di ecologia arborea.
Gli alberi e la natura sono argomenti che
sensibilizzano profondamente le persone perché il “Verde” fa bene. Infatti, stare
in mezzo alla natura riduce stress e ansia.
Camminare in un bosco, respirando
profondamente e rallentando i ritmi, annusando i suoi odori, ascoltando i suoi
rumori ha un notevole effetto rilassante, perché il bosco è un luogo magico che
risveglia i sensi. E poi fermarsi ad abbracciare gli alberi e abbandonarsi
accogliendo tutta l’energia positiva che emanano è un gesto potente che fa bene al corpo
e alla mente.
Insomma
la natura è essenziale per il nostro benessere e soprattutto per la nostra salute.
Salvaguardare e amare la natura è come curare e amare noi stessi.
Dopo
il riscontro positivo della mostra “Alberi
tra Cielo e Terra” del giugno 2024 nel Castello di Ragogna, il racconto
creativo “Di Castello in Castello: Alberi
tra Cielo e Terra” è proseguito nel Castello di Artegna, con le opere di
Antonella Ongaro, Maria Grazia Renier, Antonella Oliana e Michela Sbuelz, stili
artistici diversi in un percorso di sensibilità comune verso “Madre Natura”.
Castello Savorgnan- Artegna
O P E R E
L'Albero dei pensieri
L’Albero dei pensieri è un’opera collettiva che racconta emozioni
di persone in visita alla mostra. Scrivi il tuo desiderio o sogno sulla foglia di carta e la
leghi ai rami, l’albero diventa così custode e ispiratore dei tuoi pensieri a
chi li leggerà dopo di te.
Antonella Ongaro
"Alberi: saggezza e coraggio"
Pensa
che in un albero c’è un violino d’amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi
diventa vita (Alda Merini)
Ho sempre amato gli alberi, abbraccio questi giganti per
caricarmi della loro energia che mi calma lo spirito e mi riempie l’anima.
“La versione degli
alberi” il romanzo di Stefano Mancuso è un’avventura
ecologica che riguarda il destino del nostro pianeta e mi ha ispirato queste
opere.
Il libro racconta il mondo verde di Edrevia, qui gli
alberi divisi in clan, tra monti e colline, pianure e valli, parlano e si
scambiano informazioni attraverso le radici, discutono,
si amano, organizzano feste, scrivono libri e si commuovono davanti ai
tramonti. È una società in pace e millenaria. Da
un po’ di tempo, però, Edrevia è in pericolo, minacciata dalla crisi climatica
che rischia di distruggere il pianeta. E così stanchi di aspettare che gli
umani, da loro chiamati “gli esseri dannosi”,
decidano di porvi rimedio ai danni causati da loro stessi, i tre coraggiosi
alberi Laurin, Lisetta e Pino decidono di lasciare Edrevia alla ricerca di
nuove terre e soluzioni per salvare la loro casa.
Sarà un viaggio avventuroso, pieno di incontri e imprevisti, scopriranno
nuove comunità di alberi e nuovi modelli di vita, altre specie vegetali,
nasceranno nuove amicizie che parlano lingue
diverse. Insomma abbracceranno il diverso.
Sospesi tra fantasia e realtà, la
storia di Lisetta, Laurin e Piero ci invita a riflettere sul destino del
nostro pianeta, sull’importanza e sofferenza
della natura e sull’urgenza di salvaguardarla.
Antonella Oliana
Michela Sbuelz
“Semi: embrioni d’alberi”
Terminati gli studi presso l’Istituto d’Arte “Sello” di Udine, si laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona.
Inizia la sua attività pittorica nel 1987, partecipando alla Biennale Giovani dei Paesi Mediterranei a Salonicco (GRC). Numerose le mostre personali e collettive nazionali e internazionali.
Attratta da linguaggi espressivi diversi sperimenta grafica, disegno, incisione, murales e restauro architettonico, realizzando spesso opere su commissione.
Attualmente spazia tra pittura, scultura lignea e installazioni.
Dal padre Vittorio ha appreso l’amore per il legno, che cura con la foglia d’oro come nell’antica tecnica giapponese del Kintsugi.
Le sue opere riflettono la sacralità della vita: un equilibrio tra materia e spirito, di delicatezza e profondità che Michela cerca nel suo fare artistico, traendone da sempre nutrimento e cura.