lunedì 24 giugno 2024

ALBERI TRA CIELO E TERRA

 




Da sempre l’albero è simbolo di forza, adattamento, rinascita e speranza.  In inverno si spoglia delle foglie, si libera dei rami secchi e resiste al freddo, è il momento della purificazione, “liberarsi del vecchio per accogliere il nuovo” e rinascere in primavera, grazie alle solide radici che si adattano al terreno e dove trovano sempre la strada e la vita.

Gli alberi vivono nel bosco in comunità e in armonia, comunicano e si aiutano tra di loro, percepiscono il dolore e hanno sentimenti, interagiscono con gli animali e con la natura che li circonda.

Insomma dall’albero dobbiamo trarre un grande insegnamento a migliorare la nostra vita ispirandoci alla loro.

L’uomo deve ritornare alla natura, qui ci sono le nostre radici e la nostra anima.

Come afferma il poeta ambientalista Gary Snyder “La natura non è un posto da visitare, è la tua casa”.

Così è nato “Alberi tra cielo e terra” un racconto creativo di quattro artiste che hanno fatto incontrare stili artistici diversi in un percorso di sensibilità comune, nel suggestivo e magico Castello di Ragogna.  


     Antonella Ongaro

    


Sin da bambina ho amato i boschi, la magia dei suoi suoni, i profumi, il canto degli uccelli e le orme dei piccoli animali, tutto rappresentava un mondo meraviglioso e magico ed io mi sentivo immersa come nelle favole. Mi piaceva arrampicarmi sugli alberi e raccogliere foglie e pigne, ma soprattutto con gli amichetti costruire capanne e inventare giochi di avventura, insomma mi sentivo una piccola esploratrice.

Ancora oggi mi dà pace perdermi nei boschi, l’energia positiva della natura mi calma lo spirito e mi riempie l’anima. Non costruisco più capanne ma abbraccio gli alberi per sentire e accogliere tutta l’energia che emanano e connettermi spiritualmente con loro. 

"In queste mie opere esploro la profonda connessione tra spiritualità umana e mondo naturale. L’uso di materiali poveri di origine vegetale: radici, tronchi, rami, cortecce, foglie, raccolti a terra nei boschi, riportano agli aspetti essenziali della vita tra uomo e natura".


Connessioni tra uomo e radici - Antonella Ongaro


Radici - Antonella Ongaro



Radici - Antonella Ongaro

"L’uomo diventa albero e ritrova il nido, intimo e profondo che accoglie l’origine della vita e la nutre come le radici. Il nido è il luogo in cui si fa ritorno, sono le nostre radici, un rifugio protettivo ricco di emozioni, ricordi, dove trovare riparo e da cui ripartire dopo le avversità per rivedere la luce. Cotoni, carte, garze e segni, ingarbugliati e pendenti entrano o escono dall’albero, in una sorta di rigenerazione, riparazione e conforto, che può portare ciascuno di noi a scoprire in sé stessi il fascino misterioso della natura".

   

Alberi nido - Antonella Ongaro


Nido in cammino - Antonella Ongaro


Il giardino degli uomini albero- Antonella Ongaro



       Antonella Oliana






Alcune opere di Antonella Oliana



    Maria Grazia Renier





Alcune opere di Maria Grazia Renier





Michela Sbuelz








Alcune opere di Michela Sbuelz

martedì 18 giugno 2024

CASTELLO DI RAGOGNA, custode del Tagliamento

 


Castello di Ragogna


Castello di Ragogna

Il Castello di Ragogna si trova nella frazione di San Pietro e troneggia come un incanto suggestivo su un promontorio roccioso dove il Tagliamento forma la stretta di Pinzano. 


Tagliamento- Stretta di Pinzano

Di epoca medievale, costruito a difesa della strada romana “via Germanica” che da Concordia Sagittaria si collegava alla consolare “Via Iulia Augusta”, vicino Gemona, per poi proseguire verso il Norico. Si trattava di un’importante strada commerciale, che permetteva di accorciare il percorso per arrivare alla pianura padana evitando Aquileia.


Tagliamento 


Castello

Il castello che vediamo adesso è sorto verso l’anno 1000, anche se non si sa in quale forma in quanto è stato più volte danneggiato e ricostruito.


Cortile interno


Nelle varie epoche passò di dominio in dominio, da quello romano, a quello longobardo, al feudalesimo a al Patriarcato di Aquileia. Nel XV secolo passò alla Repubblica Veneta e in seguito ai Conti di Porcia, i quali per lascito della contessa Irene, cedettero il Castello al Comune di Ragogna.




Nella sua storia subì diversi terremoti e incendi, con l’ultimo terremoto del 1976 del Friuli, venne distrutto.

Dopo un lungo lavoro di ricostruzione, oggi il Castello è diventato un luogo meraviglioso e un importante sito storico.


Pozzo

Si possono ammirare la cinta muraria merlata, che in origine circondava l'intera collina, alcune torri, la domus residenziale ora ricostruita, le cucine con l’antico forno e i resti di una vasca per la raccolta dell’acqua che fuoriusciva dalla roccia in modo naturale (visibile ancora oggi), il cortile interno con il pozzo, le scuderie, le segrete, le cantine, i camminamenti per le ronde di guardia, il mastio e le feritoie. Un po’ prima del Castello c’è la Pieve di San Pietro con torre campanaria e cimitero.


Pieve di San Pietro 



Resti vasca raccolta acqua


La Torre Mastio ospita una mostra permanente dedicata al fiume Tagliamento.






Museo permanente del Tagliamento


Ora nella suggestiva cornice del Castello vengono organizzati tantissimi eventi culturali: mostre d’arte, concerti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e degustazioni enogastronomiche.




Tagliamento- Stretta di Pinzano

mercoledì 12 giugno 2024

MARK ROTHKO : il pittore dell'anima

 





Sono stata a Parigi ai primi di Marzo 2024 per la mostra di un artista che amo molto Mark Rothko. Organizzata dalla Fondation Louis Vuitton e ospitata nell’omonimo Museo dall'architettura iconica e avveniristica che richiama la forma di un veliero è immerso nel cuore del Bois de Boulogne nel 16º arrondissement



Fondation Louis Vuitton



Mark Rothko, pseudonimo di Markus Rothkowitz nacque nel 1903 in Russia, era di origine ebraico-lettone, emigrò con la famiglia nel 1910 nell’Oregon (Usa). E’ stato definito un artista “espressionista astratto”.

La mostra, tra le più grandi retrospettive mai dedicate a Rothko con 115 opere provenienti da diverse prestigiose collezioni e musei internazionali, segue un percorso cronologico, dai primi dipinti figurativi fino agli astratti. 


Autoritratto

Il percorso inizia dal suo autoritratto del 1936 e dai primi dipinti figurativi degli anni ’30 dove raffigura paesaggi urbani, in particolare scene di vita solitaria nella metropolitana di New York. Successivamente ci sono opere di impronta surrealista.


Periodo figurativo








Si passa poi ai "Multiformes" forme dai colori sfumati e sovrapposti. Infatti, Rothko lasciato il figurativo nel 1946, si dedica all’astrazione creando i primi Multiformes che saranno il preludio ai suoi dipinti più famosi. 


Multiformes- Inizio periodo astrazione







L’artista piano piano inizierà a ridurre forme e colori fino ad arrivare alle grandi tele Color Field Paintings degli anni ’50 dai colori evanescenti e sfumati che evocano una forte spiritualità.



















Meravigliose e suggestive queste grandi tele, che seppur in mezzo a tanta gente, mi inducono a un raccoglimento contemplativo e meditativo e allora mi siedo davanti e sto lì ad osservare e vedo, all’interno di questi grandi campi di colore, sfumature e velature che danno vita a tutto un mondo di emozioni che di volta in volta assumono significati diversi: vita, morte, grido, anima, preghiera, silenzio, essenza, conforto e rigenerazione.  E stando lì davanti piano piano mi faccio risucchiare “dentro” alla ricerca di un mondo “altro”. Sono opere mistiche che ti trasportano in un viaggio all’interno di se stessi.







Negli ultimi anni le opere di Rothko iniziano a scurirsi, dai colori brillanti le grandi tele diventano nere e grigie sono le “Black on Gray” degli anni ‘60, eseguite nei vari periodi di depressione dell'artista.


Black on Gray






Il primo effetto, osservandole da lontano queste opere così cupe sembrano rettangoli grigi e neri e sono un colpo al cuore, mi trasmettono un misto di angoscia e commozione, ma non mi arrendo, allora mi avvicino e scopro varie tonalità di nero e grigio con impercettibili sfumature che mi fanno pensare a impronte di figure passate oltre o in procinto di farlo e allora ritrovo magia, poesia e percepisco che Mark Rothko finalmente ha trovato l’essenza della vita.

Di grande impatto emotivo l’accostamento di queste opere con le sculture verticali e solitarie di Alberto Giacometti, i due artisti si conobbero a New York nel 1965 e furono accomunati dallo stesso drammatico mal di vivere.  


Rothko e Giacometti







Lungo il percorso, le opere raccontano la vita di Mark Rothko, sono un diario della sua anima e del suo dramma esistenziale che lo porterà al culmine del successo a suicidarsi tagliandosi le vene nel 1970 nel suo studio a New York.

E’ stata un’emozione unica, nessuna opera d’arte mai mi aveva provocato tanta commozione. Ho percepito un’energia molto forte sprigionata dai colori che palpitavano e coinvolgevano in un’esperienza altamente spirituale da vivere con il cuore.

Mark Rothko afferma in un’intervista del 1956:

"Il fatto che un gran numero di persone rimanga profondamente turbato e pianga quando si trova di fronte ai miei dipinti, dimostra che io sono in grado di comunicare queste fondamentali espressioni umane. La gente che davanti ai miei dipinti piange compie la stessa esperienza religiosa che compio io quando li dipingo. E quando voi, come avete fatto, vi chiedete solamente dei loro rapporti cromatici, allora vi sfugge l’essenziale"



Alberi tra cielo e terra

“Alberi tra cielo e terra” è una mostra itinerante tra Castelli e Palazzi storici del Friuli. Nel giugno 2024 la prima esposizione si è s...