lunedì 25 maggio 2020

PALAZZO SAN TEODORO















Palazzo San Teodoro, antica residenza del duca Carlo Caracciolo di San Teodoro, si trova sulla Riviera di Chiaia  a Napoli. E’ un bellissimo Palazzo monumentale dell’800, la facciata è tutta dipinta color rosso pompeiano.




E’ in stile neoclassico, su tre piani, all’interno è tutto decorato con stucchi e affreschi e in alcune sale le decorazioni sono ispirate all’arte pompeiana, gli arredi sono tutti originali dell’epoca.






Ci sono vari saloni in particolare, il Salone da ballo, la Galleria che si affaccia sulla riviera di fronte alla Villa Comunale, il Salone degli Specchi, la Sala della musica. Questa sala è rotonda ed è dotata di una acustica molto particolare, infatti, ponendosi al centro della sala e parlando, si può ascoltare la propria voce senza utilizzare le cuffie.




Inoltre c’è la possibilità di utilizzare la realtà virtuale, una ricostruzione del golfo di Napoli ai tempi dei Borbone, un’esperienza molto interessante e la sensazione è di essere fisicamente presenti nell’ atmosfera dell’800. 




Nel periodo vicereale spagnolo tutta la zona si chiamava già Chiaia, e iniziava a sorgere un piccolo borgo “extra moenia” , poi con la costruzione del Palazzo Reale in piazza Plebiscito, l’aristocrazia napoletana volle avvicinarsi il più possibile alla Corte, e pertanto si trasferì a Chiaia, a Toledo e nelle vicinanze, costruendo maestosi Palazzi con grandi giardini.





Per effetto del ritiro del mare cominciò a formarsi la spiaggia che dette vita allo sviluppo della zona. Nel 1697 si cominciò ad abbellire il borgo, con alberi e fontane. Bisogna però attendere i Borbone, in particolare Ferdinando IV di Borbone, figlio di Carlo, che fece realizzare sulla zona della spiaggia e lungo la riviera, un giardino-passeggio urbano, che fu chiamato “Real Passeggio di Chiaia”. Un bellissimo giardino con pini, palme, fiori, sculture e statue . Fu così che fin dai primi decenni dell’Ottocento, nella Riviera di Chiaia furono edificati grandi palazzi e ville nobiliari.



domenica 24 maggio 2020

IL GIARDINO DI BABUK













A Napoli, vicino alla trafficata via Foria, in una stretta strada via Giuseppe Piazzi,   si trova questo incantevole luogo di pace, il giardino di Babuk.
E’ il giardino di un grande  palazzo storico, un’oasi ricca di misteri, esoterismo e di gatti.  



La storia racconta che il palazzo e giardino erano di proprietà dei Caracciolo del Sole. Alcuni anni fa l’intero complesso, che versava in stato di abbandono,  venne acquistato dal Prof. Gennaro Oliviero, che accoglie i visitatori e fa da guida alla scoperta del giardino e dell’Ipogeo.



Il giardino prende il nome da Babuk, gatto del Prof. Oliviero, giurista ed esperto di Marcel Proust e appassionato gattofilo. E’ stato soprattutto  l'amore per i felini, da sempre presenti nel complesso, che ha spinto il professor Oliviero ad acquistare il palazzo.  Grazie alla sua  passione,  il giardino è stato ripulito ed è diventato un luogo incantato.








Ricco di gatti che si aggirano tranquilli, di vegetazione, con piante di limoni, banani, alberi di arancio, fiori, fontane, affreschi e al centro un antichissimo faggio. 
Si racconta che sotto al faggio furono seppelliti i corpi dei neonati delle monache del vicino Convento dei Saponari, rimaste incinte causa la violenza subita per opera di soldati francesi nel 1799.




Ma sotto al giardino, si nasconde un affascinante tesoro, vi si accede attraverso un cancello e appena entrati, si ha la sensazione di scendere verso gli inferi, un accedere nell’ arcano del mistero, una lunga scala di tufo dissestata e stretta porta ad una grande cavità naturale tufacea, l’Ipogeo.






Un luogo antico e avvolto nel mistero  e molto  profondo.  
Composto da diverse caverne, da cunicoli ancora oggi inesplorati, sulle cui pareti ci sono incisioni di croci, nicchie, simboli esoterici, muffe e umidità danno vita a colate naturali che sembrano tele artistiche.






Si vedono inoltre, piccoli fori scavati nel tufo che venivano utilizzati dai pozzari come scale.
Infatti un tempo, questa grande cavità veniva usata come cisterna di acqua. Verso la fine del 1800, a causa del colera a Napoli, vennero dismesse tutte le cisterne.





Durante la seconda guerra mondiale l’Ipogeo venne utilizzato come rifugio antiaereo dagli abitanti della zona, ancora oggi vi si trovano oggetti di quei momenti di vita.
Dopo la guerra fu trasformato in una discarica, ripulito in seguito dal Prof. Oliviero.






E’ stata una visita di grande atmosfera, in un luogo che non ci si aspetta in pieno centro della città, emozionante e mistica, che rimanda alle memorie e ai misteri del passato.








venerdì 15 maggio 2020

PANTELLERIA .... LA PERLA NERA

Arco dell'Elefante


Se Lampedusa è l’isola bianca-rosa, Pantelleria è la “Perla Nera”. Eh si .. Pantelleria è nera nera !!

Definita da Omero “ombelico del Mediterraneo”, più vicina all’Africa che all’Italia, l’isola è stata frequentata fino da tempi antichissimi, da fenici, greci, romani, arabi, bizantini, spagnoli, normanni che hanno lasciato testimonianze storiche.


Discese  laviche a mare


Siamo arrivati di mattina, ore 7, e dalla prua del traghetto, ho visto avvicinarsi una montagna di roccia nera avvolta dalla foschia, l’immagine era suggestiva e inquieta, ho avuto la sensazione che fosse l’ingresso agli inferi, ma molto affascinante. 



Costruzioni megalitiche

Il giorno prima siamo partiti con volo diretto da Venezia, arrivati sopra Pantelleria, a causa del vento l’aereo non ha potuto atterrare (l’aeroporto è praticamente in mezzo alle montagne) e quindi ha fatto rotta su Trapani. 

Perciò siamo partiti alla sera verso mezzanotte con il traghetto, con un mare molto mosso, è stata una traversata un po’ da brividi. 
Mi piace molto l’idea dell’isola, distante, poco turistica, ideale per rigenerarsi, lontano da tutti. E Pantelleria è proprio questo!




Dammusi


Dammusi

Abbiamo alloggiato in un tipico Dammuso nella zona di Scauri, un piccolo borgo caratteristico, con le case a cupola tipiche dell’architettura pantesca e dai colori pastello, dove si ammirano dei bellissimi tramonti e si scorge in lontananza le coste africane.




Scauri

A Pantelleria abbiamo noleggiato una vecchia Panda, ideale per le strade piccole e tortuose e per le discese a mare che spesso sono sterrate. 
Sull’isola non ci sono spiagge, è scoglio, ci sono però molte discese a mare di pietra lavica, con numerose calette che si possono raggiungere anche dalla terra ferma e ci si può stendere al sole. 





Cala dell'Elefante


Sono tutte bellissime, selvagge e con il mare cristallino e profondo danno vita ad un ambiente magico, un paradiso terrestre. 
Poi ci sono le numerose grotte che si possono visitare con un giro in barca. Bellissimo fare snorkeling, immersi nel mare in uno scenario unico.



Tuffi


Snorkeling


A Pantelleria non c’è turismo di massa, non si vedono folle urlanti, comitive, ombrelloni, non ha la vivacità di Lampedusa, qui è tutto molto tranquillo, rispettoso è come se si volesse ascoltare in silenzio l’anima vera dell’isola che si sprigiona dalle sue viscere vulcaniche.
Personalmente ho scelto Pantelleria per staccare con il mondo, e l’ho vissuta ascoltandola, contemplandola e annusandola!




Scogliere



Ascoltando il mare, il vento sempre presente, il dialetto pantesco, il silenzio, i suoni della natura, percepire le sensazioni positive che mi trasmette l’isola in una mescolanza di sacralità e passione. 

Contemplando la roccia nera e rossa lavica dalle forme più strane cercando un’ispirazione creativa, il paesaggio con le viti di Passito, Zibibbo e Moscato, le coltivazioni di capperi, gli alberi di ulivo, i muri a secco a protezione dei terrazzamenti, le cupole bianche dei Dammusi che spuntano qua e là e si mescolano in una tavolozza di infinite tonalità di azzurro, blu, verde, giallo e nero.



Roccia Nera Rossa


Contemplare il sorgere del sole o il tramonto verso l’Africa, i favolosi cieli stellati, la Montagna Grande e poi il mare, e poi annusare l’aria intrisa di caldo, di terra, rosmarino, ginepro, agrumi, odori mescolati al profumo del mare in un’immersione profonda con l’energia positiva dell’isola, e ti rendi conto che non hai bisogno di altro.



Lago di Venere



Al centro dell’isola c’è un “Cuore Caldo”, un paradiso a cielo aperto: il lago di Venere, il cratere di un antico vulcano. Nel lago ci sono sorgenti termali, con acque calde e piene di zolfo, il fondale è ricco di fango nero-verdastro, con sostanze nutrienti, molto indicato per problematiche della pelle. Ci si può fare una vera e propria cura di bellezza naturale e gratuita, ci sono anche piccole vasche naturali di acqua caldissima e termale sulle sponde del lago. Il paesaggio è un'incanto, dall'aspetto un pò lunare, molto indicato nelle giornate di forte vento perchè protetto.




Grotta di Sataria


Sull’isola ci sono delle vere e proprie Spa naturali, con sorgenti di acqua calda, dove si possono fare delle rilassanti e curative saune. Consiglio il Bagno Asciutto nella grotta di Benikulà, sulla Montagna Grande.
Cala Gadir con vasche scavate nella roccia, e la grotta di Sataria. Alcuni studiosi pensano che questa grotta era la grotta di Calipso nell’isola di Ogigia, narrata nell’Odissea. 




Scogliere


Poi ci sono le Favare sulle pendici della Montagna Grande, da 
dove fuoriescono da fessure nella roccia, getti di vapore d’acqua e minerali che raggiungono anche i 100°.
In uno scenario tra vegetazione, fumi e roccia che evocano un paesaggio Dantesco. 


Favare



Muri a secco e Fichi d'India


Pantelleria è aspra, ti punge, ti costringe a una riflessione, ad ascoltarti, un’attrazione di energia magnetica che avverti subito, ti entra dentro, la respiri, la senti sotto i piedi ad ogni passo, sulla terra, sulla calda roccia lavica, tra fuoco, vento, terra e acqua, elementi della natura che aiutano al nostro spirito e ti riportano all’essenza della vita.




Pantelleria porto


mercoledì 13 maggio 2020

OMAGGIO A TOTO'



Allegro .. ma non troppo 




Sono stata invitata alla mostra itinerante “ Omaggio a Totò “ dalla direzione artistica curata dal maestro Enzo Angiuoni. 
Ho partecipato con l'opera : Allegro ... ma non troppo.


La mostra è stata inaugurata il 23 gennaio 2016, nella Sala Espositiva del Museo d’ Arte Contemporanea di Teora, per poi proseguire in diverse località italiane tra cui il Palazzo Reale di Caserta, nella Reggia Vanvitelliana, Napoli, Salerno, Lecce, Teramo, Chieti, Atripalda, Pescara, Bellizzi città adottiva di Totò, e molte altre ancora.

Le numerose opere esposte, spaziavano tra pittura, scultura, fotografia, grafica e poesia. 

Gli artisti, ognuno con la sua espressione artistica, hanno reso omaggio al grande Totò, non solo ricordandolo nei 50 anni dalla morte, ma anche celebrando il suo talento artistico, fatto di un umorismo che nasconde malinconia, ironia e poesia.





martedì 12 maggio 2020

BIENNALE INTERNAZIONALE DONNA 2019



Racconti 



Per il secondo anno consecutivo negli affascinanti spazi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, si è tenuta la seconda edizione della Biennale Internazionale Donna dall’8 marzo al 26 maggio 2019. 

Dopo una selezione operata da una qualificata giuria, sono state scelte le 140 artiste internazionali, tra le quali ho partecipato anch’io con l’opera: Racconti.


Come la prima edizione della Biennale, anche in questa Biennale, il percorso della mostra si sviluppa in più piani, le opere spaziano dalla pittura all’artigianato, alla scultura, performances, video-installazioni, scultura e fotografia, con diverse tecniche ed espressioni artistiche.


Porto Vecchio




Porto Vecchio 








Porto Vecchio

Come sempre la location storica e tutto l’ambiente del Porto Vecchio ha contribuito a creare suggestive emozioni in un’affascinante percorso tra Archeologia Industriale e Arte Moderna. 

Appassionata del fascino che emanano gli edifici dismessi come fabbriche, magazzini, stazioni, fornaci, centrali elettriche, ho approfittato della mostra per una passeggiata in questi grandi viali di questo bellissimo luogo.


Porta 

Vecchi binari abbandonati, edifici di mattoni rosso-rosa, o bianchi costruiti con la pietra del carso, con balaustre di ferro, ornamenti e capitelli, vetri rotti, affascinati porte che richiudono all’interno vissuti passati. 


Porto Vecchio

E sempre il mare presente che si scorge tra gli edifici. Negli scatti ho cercato di documentare il silenzio, l’attesa, l’energia e l’aspetto mistico di questo luogo.


Porto Vecchio

La mia Opera Racconti parla diLibri che raccontano storie della vita. Pagine velate, a protezione e riparazione di stati d’animo contraddittori. 
Affiorano parole, che sussurrano, gioiscono, gridano, cordini pendenti, simboli grafici che vogliono tornare alla vita, in una frenesia di emozioni e unione con la purezza della forma bianca.







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Alberi tra cielo e terra

“Alberi tra cielo e terra” è una mostra itinerante tra Castelli e Palazzi storici del Friuli. Nel giugno 2024 la prima esposizione si è s...