lunedì 24 agosto 2020

LA MAGIA SELVAGGIA DELLE EGADI

 


Siamo arrivati a Favignana da Trapani in aliscafo e qui un’esplosione di bellezza, di colori e un vento caldissimo ci ha accolto.

Favignana, che anticamente veniva chiamata Aegusa “l’isola delle capre” per le numerose capre selvatiche che pascolavano nell’isola. L’attuale nome deriva da Favonio che è il nome del vento caldo che soffia sull’isola.  


Favignana 


E’ la più grande delle isole e ha una storia millenaria, infatti nelle grotte ci sono ancora tracce di antichissimi insediamenti umani, in seguito fu abitata dai greci, fenici, romani, saraceni, normanni. Dall’epoca normanna in poi ha fatto parte del Regno di Sicilia e successivamente con i Borbone del Regno delle Due Sicilie. Con i Borbone è stata soprattutto utilizzata come luogo di detenzione e di confino. 

Dominata dal Monte Santa Caterina dove si trova l’omonimo Forte di epoca normanna. 


Monte S.Caterina e Forte


Isola brulla con la tipica macchia mediterranea, i suoi colori sono le tante nuance di ocra della terra e del tufo, di verdi e di azzurri del mare e del cielo, il bianco delle tipiche case con porte e finestre colorate.



Favignana

L’isola farfalla, così la poetica definizione che ne diede il pittore siciliano Salvatore Fiume per la sua forma che evoca una farfalla adagiata sul mare,  è piccola e la si gira in poco tempo e con facilità, ideale noleggiare una bicicletta o uno scooter come abbiamo fatto noi. Le strade sono sicure ma alcune, quelle che portano alle spiagge più selvagge, sono sterrate.




Il paesaggio ha ancora il fascino del tempo passato, in alcune zone si ha l’impressione che l’uomo non sia ancora arrivato tanto sono primitive e deserte, cespugli di finocchietto, capperi, timo, rosmarino, fico d’india profumano l’aria di aromi incantevoli e il vento caldo è quasi sempre presente.

 

Favignana


Abbiamo alloggiato in una tipica casa in un vicolo del centro storico di Favignana e qui ogni mattina un meraviglioso profumo di pane e dolci appena sfornati arrivava sin dentro casa. Già dalla mattina presto questo forno divenne il nostro appuntamento per la colazione. 

Abbiamo vissuto l’isola in armonia con la sua semplicità, tranquillità e con i suoi ritmi lenti. Vivendo il mare, bellissimo e trasparente ovunque, dalle sfumature di turchese incredibili, con splendidi fondali e grotte perfetto per fare snorkeling o immersioni, mi è capitato spesso, facendo snorkeling, di incontrare dei pesci barracuda.


Cala Azzurra


E poi le spiagge e le suggestive calette selvagge come Cala Azzurra, Lido Burrone, i Calamoni, Punta Sottile, Bue Marino perfetta per i tuffi, la mia preferita è Cala Rossa tra rocce e sabbia. Tutto l’arcipelago delle Egadi è Riserva Marina.

 


Cala Rossa 

Favignana è fatta di tufo, infatti bellissime cave di tufo, che assomigliano a suggestive cattedrali, si trovano a Cala Rossa e Bue Marino.


Cave di tufo


L’estrazione del tufo sin dai tempi dell’epoca Romana è stata una delle principali fonti di reddito dell’isola. In seguito le cave vennero dismesse e trasformate in orti e giardini ipogei dove si coltivano ortaggi e diversi alberi da frutto.


Giardino Ipogeo


Molto suggestiva la visita in questo paradiso, in una perfetta armonia tra pietra e vegetazione. Un luogo pieno di fascino e di pace.

 Passeggiare nel centro storico di Favignana si respira un’atmosfera d’altri tempi, le tipiche case, i vicoli e le strade lastricate in pietra, i caratteristici negozi e botteghe di artigianato e i ristorantini, il piccolo porto dove si può acquistare il pesce dai pescatori, qui il tempo scorre lento e tranquillo.


Piazza Madrice


E di fronte al porto c’è la Tonnara ex stabilimento Florio per la lavorazione del tonno, ottimo esempio di archeologia industriale, oggi trasformata in museo che custodisce la storia dell’isola, e poi c’è il palazzo Florio un gioiello in stile neogotico, appartenuto all’omonima famiglia, oggi sede della biblioteca.


Palazzo Florio



Tonnara


E poi le Chiese e il forte San Giacomo e quello di Santa Caterina in cima alla montagna, ora purtroppo abbandonato, faticosa la salita ma ripagata dallo splendido panorama su tutto l’arcipelago. 

L’area archeologica di San Nicola con le tracce di necropoli e le grotte dove sono stati trovati importanti reperti e graffiti. 

Inoltre sul porto ci sono i barcaioli che organizzano escursioni in barca facendo conoscere Favignana dal mare, con le innumerevoli grotte e calette che si trovano lungo la costa non accessibili da terra. Pranzo a bordo con buonissime bruschette e pane cunzatu, racconti di storie e leggende dell’isola e poi immancabile un tuffo nel mare profondo e azzurro. 


Grotte


E poi tra mare, sole, escursioni e giri in barca c’è l’invitante cucina egadina, predomina il pesce, i fritti con i mitici arancini, il cous-cous, la pasta fresca condita in tanti modi, il pane cunzatu imbottito con diversi ingredienti e poi i dolci: la cassatella, una mezzaluna imbottita di ricotta e cioccolato, e poi granite, cannoli e paste di mandorla.






Insomma un tripudio di bellezze naturali-culturali e culinarie che fanno di Favignana una meta da sogno.

 


A R E T T I M O 



Marettimo



Marettimo è “fuori dal mondo“, l’impressione è quella di isola disabitata, un pugno di case bianche ai piedi della montagna e un piccolo porticciolo ti accolgono quando arrivi.


Marettimo


Abbiamo raggiunto Marettimo da Favignana con un barcaiolo che ci ha portato alla scoperta delle grotte marine e dell’isola, in assoluto la più selvaggia, incontaminata e la più lontana delle Egadi.

Un paradiso naturale con scogliere, grotte bellissime e fondali mozzafiato.  


Grotte


A Marettimo non ci sono strade, qui non circolano auto, ci si sposta a piedi, ci sono piccoli vicoli, mulattiere e sentieri. A Marettimo non c’è nulla, ma c’è l’essenziale e questo è il suo fascino.  L’isola è una montagna, rocciosa e con coste inospitali, primitiva, solitaria e questo la rende ancora più coinvolgente, un’emozione unica!  Peccato esserci fermati solo un giorno.


 

 L E V A N Z O 



Levanzo


Levanzo è la più piccola e appartata delle Egadi e anche qui, quando arrivi, un minuscolo e incantevole borgo, il porticciolo, i pescatori, il mare limpido e alle spalle la roccia della montagna, ti accolgono e ti riportano a suggestioni arcaiche e misteriose.



Grotta del Genovese

Abbiamo trascorso una giornata a Levanzo tra escursioni in barca lungo la costa visitando le numerose grotte marine e soprattutto la famosa “grotta del genovese“ che conserva graffiti e pitture del paleolitico e neolitico, abbiamo nuotato tra acque e fondali caraibici  e poi ci siamo concessi una passeggiata tra i pochi vicoli del paese in un’atmosfera fuori dal tempo, anche  qui non ci sono auto, un negozio di alimentari, un forno, un ristorante e poco altro. L’essenziale per vivere con meno e per vivere meglio in questa isola silenziosa e magica.


Vicoli



Cala Levanzo 


Favignana, Marettimo e Levanzo sono tre perle in perfetta fusione con la terra, il mare, il sole, il vento che ti abbracciano in un’atmosfera di pace e spirito zen.

 

lunedì 3 agosto 2020

ANDAR PER ISCHIA







Arrivando a Ischia dopo aver superato Procida e l’isolotto di Vivara, gli occhi si riempiono di bellezza, i contrasti forti dei suoi colori, la grande montagna che troneggia e ti viene incontro il monte Epomeo “il gigante buono”, e a sinistra, su un grande scoglio, il maestoso Castello Aragonese, si mostrano come un dipinto a olio.
Ischia, luogo di mistero e magia che porta con sè antichi racconti e leggende, lunghe e misteriose pagine di storia millenaria. Fu colonizzata infatti intorno all’VIII secolo a.C. da Greci dell’Eubea che portarono con loro la storia ed i costumi della civiltà greca. Fu chiamata Pithecusa, ma nel periodo romano fu invece Aenaria, termine più vicino al latino, e successivamente dalla parola “Insula”, deformata in Iscla, divenne Ischia.  La sua storia poi si intrecciò con quella della nuova città posta sulla costa, Neapolis, e ne seguì le varie vicende.
Isola vulcanica, celebre per le acque termali riscaldate dalla continua attività dei focolai vulcanici sotterranei e note sin dall’antichità dai Greci e dai Romani che qui costruirono dei veri stabilimenti di benessere, ne sono un esempio le Terme di Cavascura. Secondo il mito degli antichi colonizzatori, Zeus, il padre di tutti gli dei, avrebbe imprigionato il gigante Tifeo, che con le sue contorsioni provocò terremoti, eruzioni e “acque bollenti”. Sono proprio queste acque che poi hanno fatto conoscere l’isola e ne hanno fatto la fortuna di centro termale.



Panorama da casa a Forio


Ho avuto la fortuna di abitare per parecchi mesi a Forio, sulla collina di Monterone con una splendida vista sul mare fino all’ isola di Ventotene. Qui ho rallentato, riposato l’anima  e vissuto in maniera informale, prendendomela comoda, godendo profondamente ogni singolo momento e trovando ispirazione creativa per la mia arte, in un’atmosfera rilassante e familiare con le persone del luogo, e in armonia con il tutto. Così l’isola è diventata parte di me.



Tramonto da casa a Forio


Ho girato Ischia in lungo e in largo, conoscendola, ascoltandola e annusandola nel suo cuore verde e marino tutto da esplorare. Dal paesaggio ricco di contrasti e di straordinaria bellezza, fatto di vulcani e di coste rocciose, spiagge fumanti e piccole baie, colline e montagne, pinete e boschi, vigneti e frutteti, che grazie alla natura vulcanica del sottosuolo ha reso la vegetazione ricca e varia.
Piccoli borghi tra terra e mare, storia e arte, leggende e misteri arricchiscono le bellezze dell’isola. 
L’ideale è prendere a noleggio uno scooter, o una bicicletta, oppure l’auto, ma anche a piedi e partire alla scoperta.


Sant’Angelo, un borgo di pescatori, dai colori pastello, uno splendido colpo d’occhio che ti toglie il respiro e ti fa sentire tutt’uno con il mare e il cielo.  Piccoli negozi di artigianato, boutique e ristorantini impreziosiscono questa meravigliosa perla, ma senza ostentare. Dal porticciolo di Sant’Angelo partono le barchette per la Spiaggia dei Maronti. 



Sant' Angelo
Sant'Angelo


Forio, che io adoro, è il centro culturale dell’isola. Il centro storico è molto caratteristico, con i palazzi nobiliari, un labirinto di piccoli vicoli conosciuti anche come “vicoli saraceni” che servivano a disorientare i pirati, edicole votive e le case di calce bianca testimoniano le influenze saracene, le piccole botteghe artigianali, le ceramiche, l’atmosfera è semplice e genuina, la sensazione è di stare in un paesino d’altri tempi. 


Forio


A Forio sorgono diverse torri di avvistamento, la più famosa è il Torrione, costruite intorno al 1500 a difesa delle incursioni dei pirati. Diverse le Chiese tra le quali la più suggestiva è la Chiesa del Soccorso.



Chiesa del Soccorso 


Sorge in un piccolo promontorio a picco sul mare ed è il monumento simbolo di Forio. Era un antico convento del 1350 poi adibito a chiesa. Bianca, bellissima, lo stile è greco-bizantino- moresco. La grande scala esterna, il parapetto e i muretti laterali sono ricoperti di maioliche del '700, inoltre all’esterno ci sono cinque grandi croci, e al centro del piazzale antistante la Chiesa, una bellissima croce in pietra maiolicata.











L’ interno è piccolino, il soffitto ha vari tipi di volta, ci sono dei dipinti del ‘700 che raffigurano scene di naufragi e temi legati al mare, infatti la Chiesa è molto cara ai marinai.
Bellissimi e infuocati i tramonti a Forio, come le notti con splendidi cieli stellati, e poi le spiagge di Citara, Cava dell’Isola, Chiaia e la mia preferita la baia di San Francesco con il mare trasparente dai fondali molto belli, si può fare snorkeling lungo la costa rocciosa, dove si trovano anche delle grotte.


Spiaggia San Francesco 





Grotte Baia San Francesco


E dopo una nuotata, un pranzo o una cena da Giovanni, ristorantino sulla spiaggia. Ottima cucina di terra e di mare, piatti tipici ma rivisitati dallo chef.
Oppure da Saturnino, affacciato sul porto, ristorante molto carino, con super cucina con prodotti dell’isola e ricette della tradizione sfiziosamente reinventate dallo chef.
Consiglio per rifocillarsi dopo una giornata di mare un aperitivo all’enoteca l’Agrodolce, lungo la strada (via Tommaso Cigliano) che conduce alla spiaggia di S.Francesco. E’ una piccola ma rifornitissima enoteca con vini e liquori delle migliori cantine ischitane. Degli squisiti e semplici aperitivi con degustazione di ottimi prodotti del luogo, preparati con cura dai gentili e simpatici proprietari Maria e Michele.

A Forio c’è il parco termale Poseidon sulla spiaggia di Citara e i giardini- museo la Mortella (http://antonellaongaro.blogspot.com/2011/08/l-incanto-di-un-giardino.html)



Panorama dalla Mortella
sul promontorio di Zaro, con piante provenienti da tutto il mondo e poi fontane e cascate, il Tempio del sole, insomma luoghi che sono un vero toccasana per rigenerare corpo e mente.



Giardini La Mortella 



Dopo la visita alla Mortella, possiamo incamminarci lungo i sentieri del bosco di Zaro, un itinerario di assoluta bellezza, di silenzio e scorci mozzafiato. Lungo il percorso si incontra la villa La Colombaia dimora del  regista Luchino Visconti, qui riposano le sue ceneri.

Mentre a Panza (frazione di Forio) c’è la baia di Sorgeto un’insenatura naturale, dove si può fare un bagno termale direttamente in mare, da godere anche in inverno, un miracolo della natura, un benessere a costo zero.




Sorgeto




Uova si cucinano nell'acqua di Sorgeto



Escursioni uniche si possono fare anche sui sentieri di Panza, fino al mare. Percorsi con panorami mozzafiato e con diversi scenari naturalistici: boschi, macchia mediterranea e poi sentieri fiancheggiati da vigneti e tra le colline c’è un angolo di paradiso la trattoria Artistica  Bellavista, piatti genuini, odori, profumi e erbe aromatiche di montagna. Bruschette favolose con pomodoro coltivato nell’orto dal padrone di casa.
La pasta fatta in casa, i vini della casa ottimi, insomma un intreccio di profumi, colori, sapori che bisogna conoscere. Il tutto circondati da una vista mozzafiato.

Panza è anche il cuore della viticoltura ischitana, ci sono le cantine più importanti, dove vengono prodotti i vini di maggior pregio. Suggerisco un “Andar per cantine“  e visitare la storica Cantina D’Ambra, la Tenuta Calitto, la Cantina Pietratorcia e l’ Azienda Villa Spadara.

Lacco Ameno è il comune più piccolo dell’isola, qui si stabilì la prima colonia della Magna Grecia. Numerosi reperti archeologici vennero trovati durante gli scavi di Santa Restituta, ora custoditi nello stesso Museo e nel Museo archeologico di Villa Arbusto, fra cui la nota Coppa di Nestore, annoverata come il primo e più antico esempio di scrittura greca, inoltre ci sono terrecotte, ceramiche, che provengono dalla necropoli della valle di San Montano.




Coppa di Nestore 

Sono presenti anche testimonianze di epoca romana, ma in forma minore. Tipico borgo con case dai colori pastello, piccole vie e caratteristiche botteghe. Vicino al centro del paese, c’è la bellissima e tranquilla baia di San Montano, dal fascino tropicale è circondata dalla lussureggiante vegetazione del Monte Vico e Zaro. 




Baia San Montano


Il mare è trasparente, con fondali bassi e sabbiosi. Domina la baia il Parco termale Negombo dotato di varie piscine termali.




Negombo 


Molto famoso l’evento  “ischia film festival” che si svolge ogni anno nel mese di luglio a Lacco Ameno. Simbolo di Lacco Ameno è il celebre “Fungo” un masso di tufo che emerge dal mare e dalla forma di un fungo, testimonianza di eruzione vulcanica.




Fungo - Lacco Ameno 


Ischia Ponte piccolo, pittoresco e antico borgo marinaro, tra vicoli, scale di pietra, case colorate, palazzi storici, botteghe di ceramica e negozietti di prodotti tipici, una passeggiata ad Ischia Ponte sia di giorno che di sera è sempre magica. 


Ischia Ponte






Ischia Ponte

A Ponte c’è il Castello Aragonese, lo scoglio su cui si trova deriva da una eruzione avvenuta oltre 300.000 anni fa.


Castello Aragonese


L’attuale castello deriva da un piccolo forte costruito nel  474 a.C. da Gerone I, signore di Siracusa, che dopo aver sconfitto la flotta etrusca, stabilì su quello scoglio un presidio militare a controllo del mare e a difesa dell’isola.  Nel periodo angioino, lo scoglio e il Castello vennero collegati all’isola maggiore con un ponte di legno di circa 200 metri, e fu creato un piccolo porto per l’attracco delle navi. Nel corso dei secoli il castello subì molte trasformazioni fino a diventare una vera e propria cittadella che accoglieva la popolazione del borgo sottostante e dell’isola, per difendersi dalle incursioni dei pirati saraceni. Iniziarono a sorgere allora abitazioni, servizi e soprattutto chiese, ospitando fino a duemila persone. Nel 1575, venne fondato il Convento delle monache clarisse, di cui oggi è visitabile il giardino e il cimitero. Nel cimitero delle monache sono visibili gli scolatoi, cioè seggioloni in muratura sui quali, venivano posti seduti i corpi morti delle monache; si racconta di una macabra pratica di lenta decomposizione della carne, e della raccolta degli umori in appositi vasi, mentre solo dopo gli scheletri venivano ammucchiati nell’ossario.




Sedili scolatoi 


Con l’avvento dei Borbone, il castello, passato al Demanio del regno e svuotato degli ultimi abitanti, fu trasformato in carcere per detenuti comuni e, successivamente, nel 1850, politici: ancora oggi il tragitto turistico passa per il carcere borbonico dove sono ancora visibili spioncini e cancelli. Con l’unità d’ Italia, il Castello fu utilizzato come casa penale fino alla vendita a privati. Oggi molti ambienti vengono utilizzati per attività storico-culturali. La visita è una tappa obbligatoria per chi si reca ad Ischia, la consiglio perché oltre ad un’immersione nella storia è bellissimo e di grande effetto il panorama a picco sul mare.
Molto spettacolare anche la festa di Sant’Anna del 26 luglio, una rievocazione storica con la sfilata di barche allegoriche, tra fuochi di artificio e la simulazione dell' incendio del Castello.




Panorama dal Castello Aragonese 



Casamicciola Terme ha il più alto numero di sorgenti termali dell’isola, famosa fin dai tempi antichi per le proprietà salutari delle sue acque sorgive. 



Casamicciola Terme

Piazza Marina sul lungomare è il suo cuore con le case affacciate sul mare e le piccole spiagge, i giardini termali di Castiglione e Bagnitiello e poi c’è la zona collinare con piazza Bagni, il bosco della Maddalena, la collina del vulcano Rotaro con le fumarole in attività e altri piccoli borghi collinari molto caratteristici. 




Bosco della Maddalena 






Fumarole Vulcano Rotaro


Il paesaggio è tra i più incantevoli, una tavolozza di colori azzurri, verdi, gialli e rossi, il profumo nell’aria delle acque termali e di fiori, piante, erbe aromatiche ti fanno sentire in armonia.



Zona collinare di Casamicciola


Ischia Porto è il cuore mondano dell’isola, molto turistica. Il suo porto, dalla caratteristica forma rotonda, è il cratere di un vulcano
sprofondato, ed è il principale porto dell’isola. Molto caratteristica, con le case tipiche e la vegetazione rigogliosa, l’atmosfera è vivace e colorata. Piccole spiagge, terme, piacevoli passeggiate e shopping con le famose boutique e le botteghe di artigianato di via Roma e corso Vittoria Colonna.
E poi da gustare un “cornetto o un caffè Calise” al bar Calise la pasticceria più famosa di Porto. E per chi ama la vita notturna la “Rive Droite” sul porto dove si concentrano i ristoranti e le discoteche più famose.




Ischia Porto 


Barano è in collina, terra di contadini, con contrade antiche e vicoli medievali e con un affaccio strepitoso sul mare con la splendida Baia dei Maronti.



Panorama da Barano sulla Baia dei Maronti


Il panorama è mozzafiato con il promontorio di Sant’Angelo sullo sfondo. La baia si può raggiungere da Barano, percorrendo la strada panoramica che parte dalla frazione Testaccio, oppure via mare con i taxi boat in partenza dal porticciolo di Sant’Angelo. 


Fumarole spiaggia dei Maronti



Passeggiando sulla spiaggia, verso Sant’Angelo, si incontrano le famose fumarole, vapore che esce dalla sabbia a temperature altissime e le antiche Terme di Cavascura scavate nella roccia, con grotte e vasche di tufo e cascate con acqua calda, ancora intatte come quando venivano utilizzate dagli antichi Romani.



Canyon per Cavascura
Canyon per Cavascura





















Per arrivarci ci si avventura in un canyon che si apre alle spalle della spiaggia dei Maronti, le pareti di tufo altissime assieme al profumo di acqua sulfurea, di ginestre, erbe aromatiche, si ha la sensazione di addentrarsi in un’altra dimensione, in un percorso suggestivo e molto zen. 



Grotta grande Cavascura





Cavascura
Cavascura



















Sulla spiaggia una sosta obbligatoria da Ida, ristorantino con ottima cucina di pesce, con vista su Sant’Angelo, molto suggestivo alla sera. Ristorante citato anche dallo scrittore Gianni Mura nel suo romanzo “ Ischia”. 

A Barano c’è anche l’antica sorgente Ninfe di Nitrodi, un angolo di paradiso in mezzo a ulivi, fichi, ginestre, acqua termale con grandi capacità curative che sgorga spontanea dalla roccia, ti conducono in un rilassante percorso di benessere.


Nitrodi

























Nitrodi

Dopo il relax una sosta alla Cantina, trattoria vecchia maniera e con una bellissima terrazza immersa nel verde, si trova lungo la scalinata che conduce alla Sorgente di Nitrodi. La cucina è genuina e ottima, speciali le bruschette con pane casereccio e la pasta.
A Barano merita una visita anche la Pineta di Fiaiano con un panorama bellissimo. All’interno della pineta c’è anche un interessante parco-avventura per grandi e piccoli.


Campagnano situato in collina tra vigne e campi, famosa per la produzione dei rinomati vini Biancolella e Forastera, l’atmosfera è contadina di terra, ma anche di mare con la collina che scende fino alla baia di Cartaromana, piccola, con scogli e vasche termali naturali, con vista sul Castello Aragonese. 




Campagnano




Baia di Cartaromana

Il borgo conserva ancora l’aspetto antico e semplice, con l’affascinante piazzetta con la Chiesa del ‘600, piccole stradine, case tipiche e un affaccio meraviglioso su Ischia Ponte.


A Serrara Fontana è come fare un viaggio nell’Italia degli anni ’50, qui si conservano ancora le tradizioni contadine. E’ il comune più alto dell’isola, con piccoli borghi dalle case di pietra, piccoli vicoli, muri a secco, orti, rinomata per i suoi vigneti e con un panorama splendido su Sant’Angelo.




Panorama da Serrara Fontana

Qui il turismo di massa, per fortuna non è ancora arrivato. Percorsi di trekking partono da Serrara e conducono al monte Epomeo alto circa 800 metri, conosciuto anche come “gigante buono” è anche un luogo mitologico, si dice che qui, si trova uno dei punti di accesso al mondo sotterraneo di Agarthi, il regno all’interno della terra descritto nelle opere di Willis George Emerson.
Dopo l’escursione, a metà percorso, un po’ di riposo ci vuole e ci si può fermare da Il Grotto di Mezza Via, trattoria semplice e informale, con buonissime bruschette al pomodoro e fantastici primi. Inoltre lungo il percorso si può visitare la chiesetta di San Nicola e il suo eremo. 


Eremo San Nicola

Oppure, partendo sempre da Serrara, si può scendere a piedi a Sant’Angelo attraverso mulattiere. Un’altra bella escursione è ai Pizzi Bianchi, piccoli canyon di tufo bianco, il percorso è impegnativo ma il panorama è uno spettacolo unico, si ha la sensazione di un luogo lunare e magico.



Pizzi bianchi

Ischia ha molte anime e molte emozioni, l’energia vulcanica la percepisci subito, è ovunque è magnetica è calda. Tutti gli elementi della natura terra, acqua, fuoco e vento qui vengono esaltati e si sposano in un perfetto equilibrio di benessere e di rigenerazione.



Tempio del Sole - La Mortella

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“Alberi tra cielo e terra” è una mostra itinerante tra Castelli e Palazzi storici del Friuli. Nel giugno 2024 la prima esposizione si è s...