martedì 21 settembre 2021

L’AUTUNNO E L’ALIMENTAZIONE ENERGETICA

 



L’autunno secondo la Medicina Tradizionale Cinese è la stagione più impegnativa dell’anno, un periodo di trasformazione, è il momento di accantonare le risorse, di stimolare l’efficienza immunitaria e liberarsi dalle tossine.
Dall’estate calda, solare, estroversa, dove tutto fiorisce, diventa buio tardi e l’energia è Yang, si passa all’autunno, con la temperatura più fresca, diventa buio presto, e con l’energia Yin più lenta e interiore, che inizia a rafforzarsi proprio in questo periodo per poi raggiungere il massimo in inverno.
E’ la stagione del raccolto, infatti le piante raccolgono le loro forze nelle radici, nel tronco e nei semi, per affrontare l’inverno. 
Gli animali fanno scorte di cibo, accumulano le loro riserve nei grassi corporei per prepararsi al lungo sonno invernale, ritirandosi nelle loro tane. 


Anche l’uomo accumula le sue risorse, nelle ossa, nei muscoli, negli organi interni in particolare nel fegato, per nutrire la Forza vitale che poi gli servirà per affrontare l’inverno. 
Questo periodo viene associato al movimento Metallo, il sapore è il piccante che attiva la traspirazione cutanea, rafforza i polmoni, muove l’energia il Qi e il sangue. 

Gli organi associati sono il Polmone che è l’organo chiave dell’autunno e l’Intestino Crasso. Entrambi svolgono un’azione regolatrice sull’equilibrio dei liquidi (il polmone con l’emissione di vapore acqueo durante il respiro, l’intestino crasso con il loro riassorbimento) e sulla pulizia del corpo eliminando ciò che non serve, attraverso la pelle, il respiro e le feci.


Anche in natura si può osservare questo lavoro di pulizia, basta osservare le piante con le foglie che cambiano colore, si seccano e cadono a terra nutrendo il terreno. 




Tutto questo lavoro di pulitura del corpo, può portare, in autunno, ad avere manifestazioni catarrali, che secondo la MTC è un accumulo di umidità non trasformata.

Per prevenire questo disturbo è bene evitare tutti gli alimenti che tendono ad umidificare l’organismo, come latte, formaggi e in genere tutti i latticini, dolciumi, cibi raffinati e industriali, e dal sapore acido. 
Per drenare l’umidità, invece, meglio scegliere alimenti che hanno un effetto drenante sui catarri, in particolare la cipolla, l’aglio, i funghi, il porro, la zucca, il daikon, il rafano, la frutta secca come mandorle, noci, semi di sesamo e di girasole (leggermente tostati per essere più digeribili) lo zenzero fresco e poi cibi tiepidi e caldi.


Nella sfera psichica, il Metallo corrisponde alla tristezza, in quanto associato all’ interiorizzazione, al concentrarsi, e dedicarsi a se stessi lasciando andare, eliminando ciò che non è necessario.


In estate, per combattere il caldo, ci si alimenta con cibi rinfrescanti, crudi, insalate, bibite ecc., introducendo dentro di noi molto Yin (freddo). 
Con l’autunno e il cambiamento di clima, questo freddo interno Yin dobbiamo eliminarlo per far posto allo Yang (caldo), se questo non avviene, il nostro organismo attiverà dei meccanismi di eliminazione con dispendio energetico che andrà a indebolire e consumare la nostra energia vitale.
Tutto questo causa un raffreddamento generale del corpo che porta a disturbi quali mal di gola, febbre, tosse, reumatismi e ad un calo del sistema immunitario. Il raffreddore è una tipica manifestazione di eccesso di freddo (Yin) che fa uscire lo Yin dal nostro interno attraverso le vie respiratorie.
Perciò questo è il momento di mangiare cibi più caldi che provvedano a produrre un calore interno, saranno perfette le verdure cotte, le zuppe e i minestroni.
Le zuppe con legumi, cereali e verdure sarebbero da mangiare quasi ogni giorno.





I cereali, meglio integrali, in particolare l’avena è energizzante ed ha un effetto riscaldante e stimolante sul metabolismo. 

Il farro favorisce la pulizia dell'intestino e la depurazione dell'organismo, è molto nutriente per i muscoli, il riso ha un’ottima digeribilità e capacità di regolare la flora intestinale.

Il miglio è super energetico, antistress, ricco di vitamine e sali minerali. E’ consigliabile aggiungere alle nostre ricette un pizzico di piccante e spezie, coriandolo, capperi, cardamomo, chiodi di garofano, noce moscata, rosmarino, cannella, origano, zenzero ecc., il piccante è utile per rimuovere le mucosità e i catarri nel polmone.


Le verdure autunnali, ottime per recuperare le energie e per il benessere dell'intestino, hanno un numero elevato di antiossidanti che contrastano i radicali liberi e quindi l’invecchiamento.

Queste sono: bietole, broccoli, carote, cavolo cappuccio e verza, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, cicorie, cipolle, porri, radicchi rossi, rape bianche, rosmarino, ravanelli, sedano rapa, spinaci, scorzonera, zucche.


La frutta autunnale ottima per difendere il corpo dai malanni di stagione, per purificarlo e tonificarlo con le tante vitamine, i sali minerali, gli antiossidanti e diuretici naturali che contiene.






Queste sono: cachi, castagne, cotogne, cedri, fichi, mandorle, melograno, mele, noci, pere, uva, arance, mandarini.
Verdura e frutta di stagione sono alimenti migliori, saporiti, profumati e contengono una quantità maggiore di nutrienti e principi attivi fondamentali per la nostra salute e per la nostra bellezza.

E’ consigliabile perciò alimentarsi sempre con prodotti di stagione, per essere in linea e in armonia con le energie che la terra esprime in quel momento.

lunedì 13 settembre 2021

ARCHEOLOGIA E NATURA A POSILLIPO

 

Parco sommerso della Gaiola






Non abito in pianta stabile a Napoli, ma quando ci vado mi trattengo dei lunghi periodi perciò la conosco molto molto bene. Mi piace dedicarmi al trekking urbano e scoprire le bellezze e gli angoli più suggestivi e nascosti di questa affascinante città.

Questa volta sono partita dal Vomero alla volta di Capo Posillipo, per la verità conoscevo già la zona ma ho voluto approfondire la conoscenza dei suoi siti archeologici e le sue bellezze naturali.

 Arrivata in fondo alla discesa di Coroglio, c’è la Grotta di Seiano, un imponente traforo di epoca romana lungo circa 800 metri realizzato dall'architetto Lucio Cocceio Aucto, già autore della crypta neapolitana scavata sotto la collina di Posillipo che andava dalla Riviera di Chiaia a Fuorigrotta.


Grotta di Seiano

La grotta in questione fu scavata per volere di Marco Vipsanio Agrippa, e in seguito ristrutturata ed allargata da Lucio Elio Seiano, prefetto dell’imperatore Tiberio, da cui prende il nome.

Scavata nel tufo, attraversa il promontorio di Posillipo e porta al parco Archeologico. Anticamente collegava i porti di Pozzuoli e Cuma alle ville patrizie di Pausilypon.


Ingresso Grotta di Seiano 


Molto suggestivo ed emozionante camminare all’interno della grotta sulle orme degli antichi romani, osservando i muri si può vedere “ l’opus reticulatumla tecnica di costruzione usata dai Romani.


Interno Grotta di Seiano

Man mano che mi addentro la luce è sempre più fioca e una affascinante penombra rende il tutto molto mistico. 

Ad un certo punto, verso la fine del percorso, una magica luce mi viene incontro ed è sempre più abbagliante, la sensazione è quella di entrare in un altro mondo. La curiosità di sapere da dove viene irradiata è grande! Ecco, la luce arriva da dei cunicoli laterali a strapiombo sulla baia di Trentaremi.

Incuriosita mi avvicino e un senso di meraviglia ed emozione mi invade osservando il panorama mozzafiato che ho davanti.  


Panorama da interno grotta 

Dimenticata durante i secoli, la Grotta di Seiano fu ritrovata nel 1841 durante i lavori per la costruzione di una strada e fu Ferdinando II a renderla di nuovo agibile.  In seguito venne utilizzata, durante la Seconda guerra mondiale, come rifugio antiaereo per la popolazione di Bagnoli. Venne poi abbandonata a causa di frane.

Nel 2009 è stata messa in sicurezza e transitabile come unica via di entrata al parco archeologico.


Parco Archeologico Pausilypon

All’uscita della grotta di Seiano, mi trovo in un incantevole paesaggio di vegetazione mediterranea, i colori del tufo, l’azzurro del mare e la grande vallata con i resti archeologici della grande villa “d’otium di Vedio Pollione del I secolo a.C., ne fanno una meraviglia della natura.

Vedio Pollione era un ricchissimo cavaliere romano, figlio di un liberto. Era noto per il lusso e la dissolutezza, ed era amico di Augusto al quale, quando morì, lasciò in eredità questa villa.


Villa d'Otium Pollione


Qui c’è il Parco Archeologico e Ambientale del Pausilypon ossia “luogo dove cessano gli affanni”,  che si estende dal promontorio di Trentaremi al vallone della Gaiola, una parte del complesso è sommerso a causa del bradisismo.

Oltre alla villa di Pollione, ci sono i magnifici resti del grande Teatro costruito sfruttando il pendio naturale della collina e dell’Odeon, un piccolo teatro adibito alle audizioni di musica e poesia, con all’interno alcune sale dai pavimenti in mosaico e pareti dipinte. Inoltre si possono ammirare i resti del Tempio e dell’impianto termale.


Teatro Pausilypon

Mentre cammino in questo affascinante luogo, mi sento immersa nella storia e mi immagino la vita che si svolgeva duemila anni fa. In queste strade passeggiavano l’Imperatore Augusto insieme a Vedio Pollione e altri, forse lo stesso Virgilio, circondati da clienti, schiavi e da pretoriani dell’imperatore e nobildonne romane. insomma la mente corre in un'atmosfera unica e surreale.


Odeon Pausilypon


E’ uno dei più affascinanti paesaggi naturalistici-archeologici del golfo di Napoli, infatti i resti della villa di Pollione, si affacciano sul mare della Gaiola e sulla baia dei Trentaremi, aree marine protette.


Panorama su Nisida


Il complesso della villa comprendeva, terme, giardini, zone per la servitù, teatri e poi il porto privato.

La costa di Posillipo, per la bellezza del luogo, la vegetazione lussureggiante e il mare, era considerata una zona molto prestigiosa del mondo romano. 

Per questo veniva scelta dagli antichi ricchi romani per le loro ville costruite in armonia con la natura circostante, qui trascorrevano le giornate oziando e festeggiando tra libagioni, terme, giardini e spettacoli.


Gaiola

Sotto il parco Pausilypon, c’è poi, la Gaiola raggiungibile attraverso una lunga discesa pedonale dalla strada principale. Meglio non pensare poi alla risalita, intanto mi godo la discesa tra belle ville panoramiche, scalinate e bouganville.

E finalmente arrivo al mare e qui, tra il giallo del tufo e l’azzurro del  mare cristallino mi trovo in  un paradiso terrestre.

Tutto la zona è di grande interesse biologico, vulcanologico e storico-archeologico ed è considerata Area Marina protetta.

Infatti, nuotando in queste acque si possono vedere sotto la superficie del mare numerosi reperti, grotte naturali oltre a una ricca varietà di pesci e vegetazione marina.

Molto affascinante l’arco che collega i due piccoli isolotti, sembra una sorta di accesso verso l’infinito.


Gaiola


Ma la Gaiola è anche mistero e leggende. Infatti la villa che si trova sull’isola è nota per essere una villa maledetta, sembra che tutti i suoi proprietari, che si sono succeduti nel corso degli anni, siano stati colpiti da terribili tragedie.

Suicidi, pazzie, maledizioni, fantasmi, amori e tradimenti avvolgono di mistero e di mala sorte questo luogo.

Ora è disabitata e di proprietà della Regione Campania.

Comunque, a parte le leggende e i misteri, è uno dei luoghi più incantevoli di Napoli, un gioiello naturale che si può conoscere attraverso visite guidate con vari percorsi: snorkeling, immersioni subacquee, kayak, o archeologico con la visita del Pausilypon e via mare a bordo del battello Aquavision dal fondo trasparente, che permette di osservare il meraviglioso e ricco fondale.

 

Panorama sul Vesuvio dal Parco Virgiliano


Un’altra visita che consiglio è il Parco Virgiliano situato sul promontorio della collina di Posillipo, la grotta di Seiano è collocata sotto il parco.

Costruito a cavallo tra gli anni venti e trenta, un tempo si chiamava parco della Rimembranza in onore ai caduti della grande guerra, in seguito Parco Virgiliano in onore del poeta Virgilio.

Adoro passeggiare in questo grande parco, lungo i sentieri e le terrazze, tra piante di mirto, alberi secolari, rosmarino, fiori selvatici, pini marittimi e ulivi


Parco Virgiliano


L’aria intrisa di profumi erbacei mi avvolge, la respiro e si fonde con i colori del parco in una piacevole atmosfera rilassata e rigenerante.

E poi mi piace “perdermi” a contemplare il magnifico panorama, da qui si vede Procida, Ischia, Capri, Nisida, la Penisola Sorrentina, il Vesuvio, la Gaiola e la Baia di Trentaremi.


Panorama sulla Baia Trentaremi


Panorama su Capri dal Parco Virgiliano


Qui le mie passeggiate sono sempre al tramonto, soprattutto d’estate per trovare beneficio e riparo dalla calura, ma anche perché non voglio perdermi il tramonto.

Ogni volta che il sole infuocato scende sul mare colorandolo di rosso, si rivela un’esperienza indimenticabile e di grande fascino.

 

Tramonto dal Parco Virgiliano



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