giovedì 3 settembre 2026

VULCANO - LIPARI E STROMBOLI: TRA MITI E NATURA SELVAGGIA

 


                                      VULCANO




Appena sbarcati sull’isola di Vulcano un grande faraglione giallo ocra e un’aria caldissima impregnata dall’odore acre di zolfo e di vulcani attivi ci accoglie. Il fenomeno è dovuto alle fumarole che sprigionano queste esalazioni dal cratere e dal terreno. Questa manifestazione della natura ci ricorda che il vulcano è sempre attivo anche se silente ormai da secoli.  


Giovanni tra i faraglioni

Nella mitologia greca e romana l’isola, chiamata con il nome “Terasia” ovvero “Terra Calda”, era considerata la sacra dimora e l’officina di Efesto dio del fuoco e dei metalli. Il mito racconta che le fiamme, i gas e i fumi provenienti dal vulcano fossero alimentati dal lavoro del dio Efesto che forgiava armi per gli dei.

Si racconta che era anche conosciuta come “isola dei morti” perché prima della sepoltura, dalle isole vicino, venivano portati i defunti per essere purificati dal Dio del fuoco.


Paesaggio vulcanico


A causa della forte attività vulcanica l’isola rimase per secoli disabitata, fu poi sfruttata per l’estrazione di zolfo e allume e zona di confino. L’ultima intensa eruzione avvenne nel 1888 che costrinse i pochi abitanti ad abbandonare l’isola e le miniere.

In seguito arrivarono dalla Sicilia contadini in cerca di terre da coltivare, solo negli anni cinquanta Vulcano iniziò ad essere conosciuta e frequentata. Attualmente Vulcano ha circa trecento abitanti chiamati vulcanari.


Colazione siciliana


Pozza dei fanghi naturali


Vulcano è bellissima e mistica, il paesaggio è aspro e lunare dominato dal Gran Cratere. E’ l’isola che sembra di un altro mondo, ha un’energia magnetica pazzesca, la percepisci subito, ti entra dentro, la respiri, la senti sotto i piedi, sulla terra, sulla roccia lavica. Crateri e fumarole convivono con piccole spiagge nere e acque calde. Una vera forza della natura.


Spiaggia Nera


Spiaggia delle acque calde

Qui quiete, lentezza e silenzio dove si mescolano il cielo, la terra e il mare mi trasmette un senso di pace e armonia primitiva con gli elementi e la natura.

 

 

                                         LIPARI




Secondo la mitologia Lipari è legata al mito di Ulisse perché identificata come l’isola di Eolo dio dei venti che ospita Ulisse nella sua dimora. Quando Ulisse riparte Eolo gli regala un otre contenente tutti i venti contrari lasciando libero solo quello favorevole per raggiungere Itaca. Però, a un passo da casa, i compagni aprono l'otre, scatenando una tempesta che li fa tornare indietro.  

E all’isola Eolia arrivammo;
qui stava Eolo Ippotade, caro ai numi immortali,
nell’isola galleggiante. Tutta un muro di bronzo,
indistruttibile, la circondava, nuda s’ergeva la roccia

Odissea, X (1-4)


Ci affidiamo anche noi al vento e approdiamo a Lipari.

L’arrivo a Marina Corta ci regala un colpo d'occhio straordinario, il vecchio e pittoresco porto con le case colorate e le barche dei pescatori, dominato dall'imponente e suggestiva antica acropoli a picco sul mare, si fondono in una suggestiva atmosfera marinara.


Porticciolo 


Di tutto l’arcipelago Lipari è l’isola più grande e, sin dall’antichità, è sempre stata la più popolata, ora conta circa novemila abitanti ed è anche la più turistica. Il paesaggio è di natura vulcanica, ricco di vegetazione, con scogliere e faraglioni, mare cristallino e spiagge incontaminate è anche chiamata “isola bianca” per le sue rocce di pomice bianca.

La storia di Lipari inizia nel periodo Neolitico, l’isola è stata il cuore economico di tutto il Mediterraneo antico grazie al commercio dell'ossidiana.

Lipari ha avuto tante dominazioni con periodi bui e di splendore: greci, romani, bizantini, arabi, normanni e spagnoli hanno lasciato preziose testimonianze visibili nel “Museo archeologico eoliano Bernabò Brea” uno dei più importanti di epoca preistorica in Europa.


Marina Corta


Lasciamo la piazzetta di Marina Corta e ci addentriamo in un labirinto di vicoli dove l’aria caldissima profuma di mare e agrumi. Il centro storico è un vero gioiellino, vivace e stimolante, tra case eoliane e vicoli caratteristici, botteghe tipiche, deliziosi negozietti e ristorantini. Qui ci dedichiamo a una golosa pausa luculliana con  gli arancini artigianali della "Casa dell'arancino Eoliano" e un delizioso malvasia di Lipari. 


Corso Vittorio Emanuele



Vicoli


Cattedrale di San Bartolomeo

Dopo aver assaporato la cucina locale saliamo la lunga scalinata che ci porta all'antica acropoli, dove si trovano la Cattedrale di San Bartolomeo, il Museo Archeologico Eoliano e resti archeologici all’aperto. In cima veniamo ripagati da millenni di storia e da un panorama mozzafiato.

 


Parco archeologico




                                  STROMBOLI




…… E finalmente, dopo Vulcano e Lipari, navighiamo verso Stromboli, l’isola tanto desiderata e che mi ha sempre attratto.


Salina


Panarea


Costeggiamo Salina e Panarea accompagnati dalle acrobazie dei delfini e man mano che ci si avvicina il vulcano si staglia imponente sul mare con la sua tipica forma a cono nero.  Un’ emozione trovarsi davanti, ho avuta la sensazione di profonda riverenza, la sua vista ci ricorda a quanto siamo piccoli davanti alla potente natura. E poi davanti alla Sciara del fuoco hai la rappresentazione perfetta dell’unione di Fuoco, Terra, Aria e Acqua elementi della natura che ti riportano all’essenza della vita. 


Faraglioni



Stromboli con Ginostra



Versante con Ginostra e Sciara del fuoco


Sciara del fuoco


Sciara del fuoco




San Vincenzo

Arriviamo nel porticciolo di Scari che si trova sotto il villaggio di San Vincenzo.

L'isola è primitiva e magnetica, cruda e selvaggia come piace a me. Ti senti costantemente dominata dalla presenza viva e costante del vulcano perennemente attivo chiamato “Iddu” dagli abitanti. L'energia, il contatto con la natura e con la terra si percepisce ovunque, passeggiando, nelle spiagge nere e nel caldo mare, l'aria profuma di vulcano, piante selvatiche e mare. Insomma un paradiso.


Scari


Sabbia nera e pietra pomice


Dal porto saliamo verso San Vincenzo, camminiamo tra vicoli silenziosi colorati di buganvillee, con le tipiche case bianche, qualche piccolo negozio e ristorantino qua e là. Arriviamo nella piazza dove si trova la chiesa di San Vincenzo da qui si ammira una vista stupenda sullo scoglio dello Strombolicchio.


Chiesa San Vincenzo



Vicoli


Vicoli







San Vincenzo



Panorama su Strombolicchio

Un’isolotto disabitato formatosi dal collo di un vulcano spento,  una leggenda racconta che Strombolicchio sia stato il tappo del vulcano Stromboli che durante una violenta eruzione fu lanciato in mare.

Sull'isola di Stromboli c'è anche il paesino di Ginostra che conta circa quaranta abitanti, non ci sono strade ma solo sentieri ed è raggiungibile esclusivamente via mare. 

L'isola di Stromboli fin dall’antichità ha condiviso le vicende storiche e le dominazioni di tutto l’arcipelago Eoliano, subendo la dominazione greca, romana e tutte le altre dominazioni successive. Dopo un’economia abbastanza fiorente fu abbandonata, anche causa eruzioni, solo dopo la seconda guerra mondiale fu riscoperta dal regista Roberto Rossellini che con il film del 1950 “Stromboli terra di Dio ha reso celebre l'isola in tutto il mondo. Attualmente Stromboli ha circa quattrocento abitanti chiamati Strombolani.

In questa terra di fuoco con la sua bellezza ruvida e autentica, tra energie, forze invisibili e natura estrema la mia aura si è subito connessa in una magica armonia con tutto ciò. Insomma Stromboli è un luogo dell’anima!

 

Delfini

VULCANO - LIPARI E STROMBOLI: TRA MITI E NATURA SELVAGGIA

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